Diagnosi precoce e trattamento specializzato. Il tumore della vescica è il più comune dell'apparato urinario: scoperto in tempo, è curabile nella maggior parte dei casi.
Il tumore della vescica è la neoplasia maligna più frequente dell'apparato urinario. Origina quasi sempre dalle cellule che rivestono internamente la vescica (cellule uroteliali), per questo si chiama anche carcinoma uroteliale o carcinoma a cellule di transizione.
È il quarto tumore per incidenza negli uomini in Italia. Colpisce prevalentemente i maschi sopra i 60 anni, ma può comparire anche in età più giovane — soprattutto in soggetti con fattori di rischio significativi come il fumo di sigaretta.
💡 Il tumore della vescica diagnosticato in fase superficiale (non muscolo-invasiva) ha un tasso di sopravvivenza a 5 anni superiore al 90%. La chiave è non rimandare la valutazione all'ematuria.
Il tumore è limitato alla mucosa o alla sottomucosa della vescica, senza infiltrare il muscolo. È il tipo più comune e, se trattato correttamente, ha una buona prognosi. Il rischio principale è la recidiva, che richiede un follow-up endoscopico stretto nel tempo.
Il tumore infiltra la parete muscolare della vescica. Richiede un trattamento più aggressivo (cistectomia radicale o chemioradioterapia) e ha una prognosi più riservata, soprattutto se non trattato tempestivamente.
⚠️ Il fumo è responsabile di circa il 50% di tutti i tumori della vescica. Smettere di fumare riduce il rischio, ma non lo azzera completamente.
Il sintomo cardine è l'ematuria — sangue nelle urine — che si presenta nel 75–80% dei casi come primo e unico segnale. Ha caratteristiche tipiche:
In fase avanzata possono comparire: minzione frequente e urgente, bruciore alla minzione, dolore pelvico o lombare.
⚠️ Un'ematuria indolore e intermittente non va mai ignorata. L'assenza di dolore non indica assenza di gravità — al contrario, è la presentazione classica del tumore vescicale.
È l'esame fondamentale e insostituibile. Permette di visualizzare direttamente l'interno della vescica e identificare lesioni sospette. Si esegue in ambulatorio con anestesia locale, dura circa 10–15 minuti ed è ben tollerata. In caso di lesione visibile, si pianifica la resezione endoscopica (TURBT) che serve sia come terapia sia come diagnosi istologica definitiva.
Analisi delle cellule presenti nelle urine: utile soprattutto per i carcinomi ad alto grado, meno sensibile per quelli a basso grado.
Studio completo delle vie urinarie con mezzo di contrasto. Valuta estensione locale del tumore, linfonodi e possibili metastasi. Obbligatoria nel sospetto di malattia muscolo-invasiva.
Primo esame di orientamento: può evidenziare lesioni intravescicali, ma non sostituisce la cistoscopia per la diagnosi.
È il trattamento di prima linea per il tumore non muscolo-invasivo. Si esegue in endoscopia, senza incisioni esterne: uno strumento viene introdotto attraverso l'uretra e la lesione viene resecata ed esaminata istologicamente. Viene eseguita in anestesia spinale o generale, con ricovero breve.
Dopo la TURBT, per ridurre il rischio di recidiva, si eseguono instillazioni intravescicali di farmaci chemioterapici (mitomicina C) o immunoterapici (BCG — Bacillo di Calmette-Guérin). Il BCG è il trattamento di riferimento per i tumori ad alto rischio non muscolo-invasivi.
Rimozione chirurgica della vescica, indicata nei tumori muscolo-invasivi o nei casi non muscolo-invasivi ad alto rischio che non rispondono al BCG. Richiede la creazione di una derivazione urinaria (neovescica ortotopica o condotto ileale).
Indicate nelle fasi avanzate o metastatiche, spesso in combinazione con la chirurgia (chemioterapia neoadiuvante prima della cistectomia).
Il tumore della vescica ha una delle più alte percentuali di recidiva tra tutte le neoplasie: fino al 70% dei casi non muscolo-invasivi recidiva entro 5 anni. Per questo il follow-up con cistoscopie periodiche è indispensabile e va mantenuto a lungo termine, secondo la classe di rischio (basso, intermedio, alto).
Il Dr. Schifano elabora un piano di sorveglianza personalizzato con cistoscopie, citologie urinarie ed esami strumentali secondo le linee guida EAU (European Association of Urology).
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