Tumore della Prostata a Varese

Il tumore maschile più frequente in Italia. Scoperto in fase iniziale grazie allo screening con PSA, ha ottime probabilità di guarigione.

Cos'è il tumore della prostata?

Il tumore della prostata è la neoplasia maligna più comune nell'uomo in Italia: rappresenta circa il 20% di tutti i tumori maschili. Origina dalle cellule ghiandolari della prostata (adenocarcinoma) e nella maggior parte dei casi ha una crescita lenta, specialmente nelle fasi iniziali.

A differenza di molti altri tumori, il carcinoma prostatico localizzato è spesso privo di sintomi. Questo rende lo screening con PSA lo strumento principale per la diagnosi precoce — l'unica fase in cui la guarigione è praticamente certa.

💡 In Italia, la sopravvivenza a 5 anni dal tumore della prostata localizzato supera il 95%. La diagnosi precoce con PSA e visita urologica è l'investimento più importante che un uomo over 50 può fare per la propria salute.

Fattori di rischio

Sintomi

Il tumore prostatico localizzato è quasi sempre asintomatico. Quando compaiono sintomi, spesso indicano una malattia già avanzata localmente o metastatica:

⚠️ Non aspettare i sintomi per fare il PSA. Il tumore prostatico localizzato non dà sintomi — ma è quello che si guarisce. Quando compaiono sintomi, spesso la malattia è già avanzata.

Screening: PSA e visita urologica

Il PSA (Antigene Prostatico Specifico) è una proteina prodotta dalla prostata, misurabile con un semplice prelievo del sangue. Un valore elevato non significa automaticamente tumore — può dipendere da prostata ingrandita, prostatite o farmaci — ma indica la necessità di una valutazione specialistica.

Le linee guida EAU raccomandano:

Il PSA non va mai interpretato da solo: va valutato nel contesto della velocità di variazione nel tempo (PSA kinetics), del rapporto PSA libero/totale e dell'età del paziente.

Diagnosi

Visita urologica

Include l'esplorazione rettale digitale (ERD), che permette di valutare le caratteristiche della prostata: dimensioni, consistenza, presenza di noduli. Una prostata dura o nodulare è sospetta indipendentemente dal valore del PSA.

Risonanza magnetica multiparametrica (mpMRI)

Prima di procedere alla biopsia, la risonanza magnetica multiparametrica permette di identificare le aree sospette all'interno della prostata e di valutare l'estensione locale della malattia. Riduce le biopsie non necessarie e migliora la precisione diagnostica.

Biopsia prostatica

È l'esame che fornisce la diagnosi definitiva. I campioni di tessuto vengono esaminati dall'anatomopatologo, che assegna il Gleason score / ISUP grade — il sistema di classificazione che indica l'aggressività del tumore e guida la scelta terapeutica.

TC e scintigrafia ossea

Indicate per lo stadio avanzato o per PSA molto elevato, per escludere metastasi linfonodali e ossee.

Trattamento

La scelta terapeutica dipende da stadio, Gleason score, PSA, età e condizioni generali del paziente. Non esiste una soluzione universale: il percorso va costruito insieme allo specialista.

Sorveglianza attiva

Per i tumori a bassissimo rischio (PSA basso, Gleason 6, malattia localizzata e limitata): monitoraggio stretto con PSA periodico, risonanza e biopsie di conferma. Non si interviene finché la malattia non mostra segni di progressione. Permette di evitare o posticipare trattamenti con effetti collaterali.

Prostatectomia radicale

Rimozione chirurgica completa della prostata, delle vescicole seminali e dei linfonodi regionali. Oggi eseguita prevalentemente in laparoscopia o con assistenza robotica (robot Da Vinci). Opzione standard per i tumori localizzati in pazienti giovani e in buona salute.

Radioterapia

Radioterapia esterna (EBRT) o brachiterapia (impianto di semi radioattivi direttamente nella prostata). Alternativa valida alla chirurgia, spesso associata a ormonoterapia nei tumori a rischio intermedio-alto.

Ormonoterapia (terapia di deprivazione androgenica)

Riduce i livelli di testosterone, che stimola la crescita del tumore. Utilizzata come trattamento primario nei tumori avanzati o in combinazione con radioterapia nelle forme localizzate ad alto rischio.

Trattamenti focali

HIFU (ultrasuoni focalizzati ad alta intensità) e crioterapia: trattano selettivamente la zona tumorale preservando il tessuto sano. Indicati in casi selezionati.

FAQ — Tumore della prostata

No. Il PSA è un marcatore sensibile ma non specifico per il tumore. Può essere elevato anche per prostata ingrandita (IPB), prostatite, dopo rapporti sessuali o attività fisica intensa. Un PSA alto richiede approfondimento specialistico — visita urologica, valutazione del PSA libero/totale e, se indicata, risonanza magnetica — prima di decidere se procedere alla biopsia.
Sono i due principali rischi della chirurgia prostatica. Le tecniche nerve-sparing (risparmio dei fasci neurovascolari) hanno ridotto significativamente l'incidenza di disfunzione erettile. L'incontinenza urinaria è comune nel periodo post-operatorio ma si risolve nella grande maggioranza dei casi entro 6–12 mesi con la riabilitazione del pavimento pelvico. L'esperienza del chirurgo è determinante per i risultati funzionali.
La sorveglianza attiva è un percorso strutturato con PSA periodici, risonanze magnetiche e biopsie di conferma, con l'obiettivo di curare la malattia se progredisce. È indicata in pazienti giovani con tumore a bassissimo rischio. Il watchful waiting è invece un approccio palliativo, senza intenzione curativa, usato in pazienti anziani con aspettativa di vita limitata o con malattia avanzata, dove si trattano solo i sintomi.
Non esiste un limite rigido: dipende dall'aspettativa di vita e dalle condizioni generali. In linea di massima, lo screening ha senso finché il paziente ha un'aspettativa di vita superiore a 10 anni. Il Dr. Schifano valuterà con te se e con quale frequenza continuare i controlli in base alla tua storia clinica e ai tuoi valori di PSA precedenti.

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