Tutto sull'ipertrofia prostatica benigna: sintomi, esami diagnostici, PSA e opzioni di trattamento con lo specialista urologo a Varese.
Cos'è l'ipertrofia prostatica benigna?
L'ipertrofia prostatica benigna (BPH, dall'inglese Benign Prostatic Hyperplasia) è l'ingrandimento non canceroso della prostata, la ghiandola delle dimensioni di una noce che si trova sotto la vescica negli uomini. Con l'avanzare dell'età, la prostata tende ad aumentare di volume, comprimendo l'uretra e ostacolando il normale flusso urinario.
È una delle patologie urologiche più diffuse: colpisce circa il 50% degli uomini dopo i 50 anni e fino all'80% dopo i 70 anni. Non è una patologia pericolosa di per sé, ma può compromettere significativamente la qualità della vita se non trattata.
💡 La prostata ingrandita è diversa dal tumore alla prostata. L'ipertrofia prostatica benigna (BPH) non aumenta il rischio di cancro, ma entrambe le condizioni possono coesistere e richiedono monitoraggio specialistico.
Sintomi della prostata ingrandita
I sintomi sono raggruppati sotto il termine LUTS (Lower Urinary Tract Symptoms — sintomi del basso tratto urinario) e si dividono in:
Sintomi ostruttivi
Flusso urinario debole o intermittente
Difficoltà a iniziare la minzione (esitazione)
Sensazione di svuotamento incompleto della vescica
Gocciolamento al termine della minzione
Necessità di spingere per urinare
Sintomi irritativi
Necessità frequente di urinare (pollacchiuria), anche di notte (nicturia)
Urgenza minzionale — difficoltà a trattenere l'urina
Bruciore durante la minzione
Diagnosi: gli esami da fare
Il Dr. Schifano effettua una valutazione completa che include:
Anamnesi e questionario IPSS — valutazione standardizzata della gravità dei sintomi
Esame obiettivo — esplorazione rettale per valutare volume e consistenza della prostata
PSA (Antigene Prostatico Specifico) — prelievo del sangue per escludere il tumore e monitorare la prostata
Ecografia prostatica transrettale o transaddominale — per misurare il volume prostatico
Uroflussimetria — misurazione della velocità del flusso urinario
Esame delle urine — per escludere infezioni o presenza di sangue
Trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna
Sorveglianza attiva
Per i pazienti con sintomi lievi, può essere sufficiente un monitoraggio periodico con modifiche dello stile di vita: riduzione dei liquidi serali, limitazione di caffeina e alcol, esercizio fisico regolare.
Terapia farmacologica
Alfa-bloccanti (tamsulosina, alfuzosina) — rilasciano la muscolatura prostatica e migliorano il flusso urinario rapidamente
Inibitori della 5-alfa reduttasi (finasteride, dutasteride) — riducono le dimensioni della prostata nel tempo
Terapia combinata — per sintomi moderati-gravi
Inibitori della PDE5 (tadalafil) — utili quando la BPH si associa a disfunzione erettile
Trattamento chirurgico
Indicato quando la terapia medica non è sufficiente o in presenza di complicanze (ritenzione urinaria, infezioni ricorrenti, danno renale). Le principali opzioni sono:
TURP (resezione transuretrale della prostata) — lo standard chirurgico
Tecniche laser (HoLEP, GreenLight) — meno sanguinamento, degenza ridotta
UroLift — procedura mini-invasiva senza resezione, preserva la funzione sessuale
Il PSA: quando farlo e come interpretarlo
Il PSA (Antigene Prostatico Specifico) è una proteina prodotta dalla prostata. Livelli elevati possono indicare BPH, prostatite o — in alcuni casi — tumore alla prostata. Il PSA va sempre interpretato dal medico specialista nel contesto clinico del paziente.
Si raccomanda il primo controllo del PSA a partire dai 50 anni (o dai 45 anni in caso di familiarità per tumore alla prostata). La misurazione isolata del PSA non è sufficiente per una diagnosi: va sempre associata alla visita urologica.
FAQ — Prostata ingrandita
No. L'ipertrofia prostatica benigna (BPH) non si trasforma in tumore della prostata. Sono due patologie distinte, anche se possono coesistere nello stesso paziente. Per questo il monitoraggio periodico con PSA e visita urologica è importante per distinguerle.
La nicturia (alzarsi di notte per urinare) è uno dei sintomi più comuni della BPH, ma può avere anche altre cause: produzione eccessiva di urina notturna, vescica iperattiva, apnee notturne o assunzione di diuretici. Solo una valutazione specialistica permette di identificare la causa corretta.
Alcuni farmaci alfa-bloccanti possono causare eiaculazione retrograda (il seme va verso la vescica invece che all'esterno). Gli inibitori della 5-alfa reduttasi possono ridurre la libido in una percentuale di pazienti. Il Dr. Schifano valuterà con te la terapia più adatta tenendo conto anche di questi aspetti.
In assenza di sintomi e con PSA nella norma, si raccomanda un controllo annuale dopo i 50 anni. Se il PSA è al limite o in aumento, o se sono presenti sintomi, il medico potrebbe indicare controlli più ravvicinati (ogni 6 mesi).
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Non rimandare. Il Dr. Nicolò Schifano offre una valutazione completa: PSA, ecografia, uroflussimetria e piano terapeutico personalizzato.